Cosa stai facendo per il tuo bambino?

 

In realtà la domanda corretta sarebbe:

 

Cosa stai facendo per la tua famiglia? Per mettere al sicuro i suoi momenti più belli?

Il ruolo del papà e della mamma oggi è molto diverso da quello che avevano i nostri genitori, erano tempi diversi e spesso uno solo dei due lavorava, l’altro aveva più tempo per seguire i figli e preoccuparsi di tante cose che oggi ahimè siamo costretti a trascurare oppure a delegare a qualcun altro, un vero peccato.

Me ne accorgo personalmente quando faccio il conto delle ore che riesco a passare con mio figlio tra il lavoro e gli impegni collaterali, per me alla fine è sempre troppo poco.

E dire che io sono fortunato, sono un libero professionista e ho (quasi) piena autonomia del mio tempo permettendomi spesso di fare le cose nel momento in cui lo decido io.

Ma non tutti hanno questa fortuna, spesso si devono fare i conti con genitori entrambi impegnati al lavoro che riescono a vedere i propri figli la sera o comunque in una parte ristretta della giornata.

Amplifica la qualità del momento.

 

Credo tuttavia che un fattore importante sia la qualità del tempo che passiamo con i nostri figli, riuscire a massimizzare l’effetto benefico del tempo che trascorriamo con loro e renderlo davvero di valore.

E allora ti chiedo: hai la lucidità (io la chiamo così) di accorgerti che quel preciso momento al risveglio in cui fai le coccole al tuo bambino vale più di tutto l’oro del mondo?
Riesci a concentrarti sul quell’istante cercando di godertelo nel modo più profondo che puoi? 

Ti capita mentre strofini le tue guance sulle sue, di cercare di assorbire e assimilare tutto il buono del mondo da quella situazione, da quel momento? Sapere che non può durare per sempre e proprio per questo cercare di ingigantirlo e renderlo eterno e “disponibile” per ogni bisogno futuro?

Cavolo a me capita, io lo faccio capitare perché sono assolutamente orientato a massimizzare il valore di ogni singolo momento, ogni singola situazione, estendere la qualità del momento, gonfiarla e doparla per non avere un giorno il rimpianto di non averla vissuta abbastanza.

Il mio lavoro.

E’ con questa consapevolezza che cerco di mettere al sicuro tutte le emozioni che mio figlio mi regala, tutto quello che mi sta dando nella sua infanzia, con le sue risate, i suoi capricci e le sue uscite buffe.

Ieri lo guardavo andare in bicicletta, era felice, con un sorriso che mai più avrà nella sua vita, un sorriso puro e genuino, uno di quei sorrisi che ti da l’assoluta certezza che un figlio sia il regalo più bello del mondo, che non potrai mai fare a meno di quegli istanti che inconsapevolmente ti regala ogni giorno.

E mi è dispiaciuto non avere la macchina fotografica per riprenderlo, quel sorriso. Ho ragionato in “modalità conservazione ricordi ON” e ho avuto la consapevolezza di averlo perso, di averlo visto ed essermelo goduto certo, ma di averlo visto andare via.

A questo serve il mio lavoro, a non farli andare via.

 

Hai mai pensato che davvero il tempo passa in un attimo e che tutto ciò che di bello stai vivendo e che sono sicuro troverà posto dentro di te, in realtà non ha un posto fisico? Non esiste se non a livello emozionale?

L’infanzia del tuo bambino, questi anni che sento spesso ricordare con le lacrime agli occhi dai nonni non hanno una “tangibilità”, in qualche modo non esistono?

Sarai portato a pensare che l’importante è averli dentro, che il posto per certe emozioni è nel nostro cuore e nei nostri ricordi, ma ti stai perdendo un pezzo… certe emozioni sono assolutamente personali è vero, ma nel momento in cui un giorno vorrai condividerle con tuo figlio non avrai la possibilità di farlo, se non verbalmente con tutti gli svantaggi che ne conseguono.

Io non mi fido delle mie capacità di raccontare, gli anni saranno tanti e nella vita le cose possono andare in 1000 modi diversi, personalmente preferisco ANCHE mettere al sicuro tutto questo su un supporto tangibile, sicuro e definitivamente durevole che mi permetta un giorno di dipingere a colori vividi gli anni dell’infanzia di mio figlio, il tutto condito dai miei ricordi personali e dalle mia lacrime agli occhi.

 

 

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